Kepler 3042

Nel 3042 l’umanità è pronta ad esplorare l’universo. Sviluppate le migliori tecnologie per guidare le vostre astronavi verso i corpi celesti più lontani e colonizzare nuovi pianeti. Verso l’infinito… ma non oltre!

2016

1-4 giocatori

60-90 minuti

44,90

  • 2016
  • 1-4 giocatori
  • 60-90 minuti
  • 44,90

Nel 3042 l’umanità è pronta ad esplorare l’universo. Sviluppate le migliori tecnologie per guidare le vostre astronavi verso i corpi celesti più lontani e colonizzare nuovi pianeti. Verso l’infinito… ma non oltre!

VOTO RECENSORE

8,0

GENERALITà

Kepler 3042 è un gioco tutto made in Italy, realizzato da Simone Cerruti Sola ed edito nel 2016 da Placentia Games e Post Scriptum tramite Kickstarter.

Si tratta di un german dal peso medio, di quelli con la classica sensazione di non poter riuscire a fare tutto quel che si vuole. Ad oggi non sono state pubblicate espansioni ed il gioco risulta esaurito nella maggior parte dei negozi.

Ambientazione

Il gioco è ambientato in un lontano futuro in cui il genere umano finalmente padroneggia le giuste tecnologie per esplorare e colonizzare l’universo.
L’ambientazione è ben riuscita per due ragioni: una grafica accattivante ed una componente “scientifica” approfondita. Infatti, all’interno del gioco troverete un inserto che spiega le reali teorie e ricerche scientifiche che hanno ispirato l’autore.
In conclusione, è ben sentita? Graficamente ci siamo, per il resto dipende dal vostro feeling con la scienza. Io, da buon ingegnere ed appassionato di fisica, ho molto apprezzato il lavoro svolto, mentre altri potrebbero restarne piuttosto indifferenti.

Materiali

I materiali sono eccellenti. Plance e riassunti di robusto cartone, tabellone grande e spesso (tanto da rendere difficile distenderlo sul tavolo nelle prime partite) e componenti in legno. Qualche perplessità sulle astronavi, che poste in verticale sembrano degli stivali.

Meccaniche

La meccanica principale è la cosiddetta griglia di azioni: fatta la principale si attivano le corrispondenti  opzionali su riga e colonna, ed al turno successivo si è obbligati a farne un’altra.

Tuttavia, la caratteristica più interessante è che il numero di risorse è predefinito all’inizio della partita e mai si potrà andare oltre. Anzi, spesso accade che se ne voglia “bruciare” qualcuna (in realtà viene esiliata nel magico “pozzo di Clausius”, salvo poi ripristinarle non senza tante difficoltà) per beneficiare delle azioni secondarie o di altri bonus, diminuendo definitivamente l’ammontare del pool. Approfondirò questo aspetto nel paragrafo “La partita”, quindi continuate a leggere!

Come si gioca

Regolamento e dipendenza dalla lingua

Il gioco ha una media dipendenza dalla lingua, ma al suo interno i materiali (riassunti, carte, regolamento, ecc.) sono sia in italiano che in inglese, quindi nessun problema!
Il regolamento è chiaro e preciso.

La partita

Il setup, abbastanza rapido, consiste fondamentalmente nel distribuire casualmente gli esagoni rappresentanti i corpi celesti (pianeti, miniera e obiettivo coloniale – rigorosamente a faccia in giù) sul tabellone, facendo in modo che ognuno di essi abbia un lato adiacente a quello di una stella. Viene quindi creata la pila delle carte evento.

Ad ogni giocatore vengono quindi consegnate una carta obbiettivo segreto, una plancia tecnologie, una plancia azioni, una carta pianeta Terra e 13 cubetti risorse (5 cubi “materia” – bianco -, 5 cubi “energia” – arancio – e 3 cubi “antimateria” – nero). 3 risorse materia e 3 energia vengono posizionati sulla carta Terra, mentre i restanti nell’area “riserva” della plancia azioni.
Come premesso nel paragrafo “Meccaniche”, queste 15 risorse sono tutte quelle di cui un giocatore potrà disporre per il resto della partita. Mai, in nessun caso, potrà averne in più.. ma in meno si!

La plancia azioni, infatti, è costituita da 9 celle, una per ogni azione principale, che vanno a formare una matrice di 3 righe e 3 colonne. Ad un’estremità di ogni riga e colonna sono collocate le azioni bonus. Dopo aver eseguito la principale, il giocatore può attivarne 1 o entrambe, “bruciando” per ciascuna di esse 1 risorsa a scelta dalla riserva. Le risorse bruciate vengono spostate nel Pozzo di Clausius e potranno essere rigenerate solo in particolari situazioni.
Questo particolare sistema fa si che il giocatore debba decidere con molta cautela se sfruttare o meno un’azione bonus in quanto, andando avanti nel gioco, il numero di risorse disponibili potrebbe essere troppo basso per raggiungere gli obiettivi preposti.

In ogni turno un giocatore, nel seguente ordine, effettua:
1) 1 azione principale
2) da 0 a 2 azioni bonus
3) spostamenti delle sue astronavi (in base alla propria tecnologia motori);
4) ritiro di astronavi (se sono su una miniera si rigenera una risorsa a scelta).

Dopo che tutti hanno giocato termina il turno, si applica l’evento rivelato all’inizio, si rivela quello che avverrà al termine del turno successivo e si sposta avanti l’indicatore del turno di 1 casella. La partita procede per 16 turni, al termine dei quali si calcola il punteggio finale.

Veniamo al dunque. Come si fanno i punti?
In tanti modi, tra cui avanzare nelle tecnologie (al liv.5 danno 2 punti), colonizzare e terraformare pianeti, avanzare lungo i due tracciati coloniale e tecnologico (che danno anche utili risorse strada facendo), raggiungere il proprio obiettivo segreto.

Al termine del conteggio finali, chi ha più punti è il vincitore.

CONSIDERAZIONI

A mio parere Kepler 3042 è un piccolo gioiellino e ne sono fiero possessore. Non è un capolavoro, ma nel suo piccolo è un intreccio meticoloso e ben riuscito di meccanismi di gioco che, una volta assimilati, risultano rapidi e fluidi.

Il gioco ha sicuramente una forte componente strategica per varie ragioni. Prima su tutte l’obiettivo segreto ricevuto ad inizio partita: se volete vincere, dovete raggiungerlo. Questo genererà sicuramente un’impronta sulle vostre scelte e, di conseguenza, sull’evoluzione della vostra partita. In secondo luogo sapete di avere 16 azioni principali disponibili (1 per turno), per cui inevitabilmente sarà necessario premeditarle per tempo, pena il fallimento.

Ciò nonostante, Kepler 3042 è arricchito da una componente tattica legata a due fattori. Il primo è senza dubbio l’esistenza delle azioni bonus, le quali possono dare una sostanziosa accelerata al vostro gioco pagando un certo prezzo; durante la partita una domanda ricorrente che vi porrete sarà “E’ il momento giusto farlo?”. Il secondo è la presenza di un evento, noto all’inizio del turno, il cui effetto si applicherà a fine turno. Si tratta sempre di bonus che aiutano chi è indietro (in una tecnologia, in uno dei due tracciati – non ne ho parlato in questa recensione -, ecc.), per cui potreste essere indotti a cambiare l’azione premeditata per poter sfruttare il bonus dell’evento.

La scalabilità è ottima, perchè diminuiscono i pianeti in funzione del numero di giocatori e l’interazione è davvero minima.

Sicuramente vi è un alito di alea nel piazzamento (e rivelazione) dei pianeti, cosa che può non piacere agli amanti dei german puri. Tuttavia, a mio parere, si tratta di un aspetto mite facilmente superabile in ogni partita.

Pro

  • Singolare meccanica di gestione risorse
  • Alta rigiocabilità e scalabilità
  • Materiali di alta qualità

Consigliato A

Tutti i giocatori che hanno già superato la fase di svezzamento ai giochi da tavolo e, soprattutto, a chi predilige la strategia alla tattica. Infine, lo consiglio caldamente agli appassionati di scienza, non ne resteranno delusi.

contro

  • Difficile consapevolezza dei punteggi a partita in corso
  • Leggera alea nella disposizione dei pianeti

SCONSIGLIATO A

Non considero Kepler 3042 un entry-level, ma un peso medio. Pertanto, lo sconsiglio ai neofiti.
Sconsigliato anche ai puristi dei german per via della disposizione casuale dei pianeti e della distribuzione delle carte obiettivo.

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